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Kilowatt Festival per desiderare ciò che ancora non c’è ma si può creare

Kilowatt Festival, promosso dall’associazione CapoTrave/Kilowatt diretta dal regista e drammaturgo Luca Ricci, , è un festival che negli anni è diventato un punto di riferimento nel panorama teatrale nazionale, un luogo stabile di confronto e di sperimentazione a livello internazionale

 

Il festival, vincitore del Premio Ubu nel 2010 ed ente capofila del bando europeo Be Spectactive, è giunto alla quindicesima edizione con un programma ricchissimo che  dal 14 al 22 luglio,  prevede un cartellone composto da 54 spettacoli di teatro d’innovazione, danza  e circo contemporaneo con 40  compagnie, delle quali 7 straniere, 18 fra prime assolute, prime, anteprime nazionali ed eventi unici e una significativa quantità di eventi collaterali come incontri, collaborazioni, mostre che si svolgeranno in 9 differenti luoghi di spettacolo.

Un programma ricco e variegato, che annovera fra gli ospiti Ermanna Montanari, Ascanio Celestini, Leo Bassi, Andrea Cosentino, Tom Struyf, Displace Yourself Theatre, Quotidiana.com, Raphael Gualazzi e Bobo Rondelli e che riassume, nel titolo dell’edizione 2017, “Il principio speranza“, ispirato al libro omonimo del filosofo tedesco Ernst Bloch, la visione poetica del festival.

I sogni, le favole, i film, gli spettacoli, mettono in moto i nostri desideri profondi e ci invitano a trasformarli nelle nostre imprese più stimolanti. Bloch pensava che gli esseri umani ricorrano alla speranza – intesa come capacità di superare i limiti imposti dalla realtà – per andare oltre ciò che c’è già, per desiderare quello che ancora non c’è, ma che si può creare. La speranza non è una cosa astratta, né l’attesa vaga di qualcosa che verrà da sé: è l’impulso per iniziare a costruire concretamente ogni nuovo progetto

Altri due progetti speciali accompagneranno il festival coinvolgendo lo spettatore come partecipante attivo. Dopo la fortunata esperienza  di “The Stranger”, che gli è valsa la menzione per la miglior regia e produzione da parte di Now Magazine – Best of the Fest torna a Kilowatt Daniele Bartolini, artista internazionale, recentemente  nominato per il Telus New Comer Artist Award e vincitore del premio RBC art access fund della citta’ di Toronto. Spettacolo per 5 spettatori alla volta, “The Invisible city”   è una serie teatrale interattiva episodica, in prima assoluta, che inizia in casa propria e prosegue in un mondo parallelo per 24 ore. Un sogno collettivo in cui ogni spettatore giocherà un ruolo da protagonista.

In “Costruire è facile?” ( da giovedì 20 a sabato 22, Museo della Vetrata, ore 17:00 e 18:00) progetto in prima assoluta  a cura dei performer, scenografi e registi Simone Faloppa e David Batignani, circa venti cittadini vengono invitati a svolgere il ruolo di spettatori / assistenti di un atto scenico costruttivo a partire da uno spazio vuoto. Con la semplicità dei gesti e dei materiali, Batignani&Faloppa costruiscono in tempo reale una comunione di piazza nella quale si riconosce e incontra una comunità permanente di 20 sconosciuti.

Un festival dialogante e accogliente, orientato sui nuovi linguaggi del contemporaneo che si svolge  in una cittadina famosa nel mondo per essere il luogo di nascita di un maestro del Rinascimento come Piero della Francesca, nonché il luogo dove è concentrato il massimo numero delle sue opere conservate.

Anche quest’anno si confermano sia il fortunato esperimento della programmazione della spiaggia teatrale nella piazza principale della città sia l’attività dei Visionari,  31 cittadini di Sansepolcro che hanno lavorato durante l’inverno per selezionare 9 spettacoli da inserire nella programmazione.

E’ questa dei cittadini – spettatori attivi che scelgono alcuni spettacoli del festival la caratteristica più originale del progetto di Kilowatt e che è valsa numerosi riconoscimenti  al progetto, primo fra tutti il Premio Ubu 2010

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