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ALEX RANE E TOMAS WATSON IN DIALOGO DA ACCESSO GALLERIA

“Rane/Watson. Filling in the Blanks” - Accesso Galleria

Da Accesso Galleria (Pietrasanta), Alex Rane e Tomas Watson in una doppia personale legati dal fil rouge dell’arte figurativa.

“Rane/Watson. Filling in the Blanks” - Accesso Galleria

“Rane/Watson. Filling in the Blanks” è il titolo della doppia personale che fino al 5 settembre 2018, negli spazi della galleria pietresantese Accesso Galleria, mette a confronto il lavoro di Alex Rane e Tomas Watson. Il primo famoso per la scultura in marmo, l’altro per la sperimentazione grafica della figura umana.

Entrambi approcciano al figurativo con una poetica analoga: nel nucleo di opere presentate – circa venti tra sculture (Rane) e dipinti (Watson) di medie e grandi dimensioni – appare chiaro come tutti e due, pur usando linguaggi e materiali diversi – la scultura in marmo il primo e la pittura a olio il secondo –, concentrino il proprio lavoro su singole sezioni dell’opera, lasciando il restante in uno stato di incompiutezza astratta.

La filosofia comune ai due artisti è convogliare l’attenzione dell’osservatore sulla porzione della propria arte che interessa loro evidenziare: così alcune parti sono altamente realistiche e definite – le spalle e il busto sono rappresentati accuratamente, le mani posizionate in gesti espressivi – mentre altre sono lasciate intenzionalmente vaghe.

Alex Rane e Tomas Watson credono infatti che lasciando non finite alcune aree, quelle rappresentate con maggior chiarezza guadagnino forza espressiva. Entrambi costringono chi guarda a esaminare determinate zone delle loro opere ed è in quel momento, dopo che l’occhio si è concentrato su questi punti di forza, che gli artisti chiedono all’osservatore di completare la storia…di riempire gli spazi vuoti (filling in the blanks, appunto) che gli hanno lasciato.

Watson racconta così i suoi dipinti a olio: “Parti dell’opera sono intensamente realistiche e il resto può essere etichettato come astratto. Mantenendo lo ‘sfondo’ vago o indefinito attraggo l’attenzione sulle cose che mi interessano”.  Rane ha una visione simile per le sue sculture in marmo, che spiega così: “In un tempo in cui così tante cose devono essere giuste o sbagliate, io credo che l’arte debba occuparsi dei particolari”. Egli lascia il marmo il più naturale possibile e ne usa le forme e le superfici per far risaltare le parti della figura per le quali ha più interesse. Prosegue: “Voglio creare particolari interessanti e anche dare spazio all’occhio per riposarsi”.

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