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Il design coreano alla Design Week 2019

Il design coreano approda con un certo carattere  alla Milano design week dando una svolta “fashion” allaa Korea Craft Design Foundation, emanazione del Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica di Corea che quest’anno presenta al Superstudio Monochrome Monologue, opere realizzate da23 artisti coreani che analizzano ed interpretano il sentimentalismo coreano attraverso il linguaggio del bianco e nero, e le sue innumerevoli sfumature di colore, attraverso pittura a inchiostro e lava.

Quest’anno la mostra è curata da Kuho Jung, designer lui stesso, che come direttore della Seoul Fashion Week,è riuscito a valorizzare la moda coreana a livello mondiale.Questa mostra vuole sottolineare l’unificazione e l’integrazione delle arti attraverso la contaminazione di vari generi e presenta una formazione spaziale simmetrica e asimmetrica, in bianco e nero, così come una manifestazione dimensionale della bellezza del vuoto. La mostra aiuta a scoprire la modernità e l’immediatezza dall’artigianalità coreana e la sua forte presenza e fonte di ispirazione nel mondo dell’arte a livello globale.

“Come tra O e 1 ci sono un’infinità di numeri – commenta il direttore artistico Jung Kuho – così tra i diversi colori ci sono infinite sfumature. Il nero per esempio può essere coprente e denso come quello ottenuto con il pennino, ma esistono anche altri tipi che colmano i vuoti tra gli spazi e che non si possono definire con una sola parola. Si tratta di un nero pacatamente silenzioso, oscuramente calmo, e serenamente oscuro, non si può definire con un nome univoco, perché la sua vera attrattiva sta nella gamma delle sue sfumature e ombreggiature, ora più chiare, ora più scure.

Il messaggio della Mostra è proprio questo: lo spirito vibrante della pittura tradizionale ad inchiostro e acqua che si rivela nell’autenticità dell’artigiano coreano, concetto conosciuto forse solo superficialmente, ma che nei secoli non ha perso la sua forza vitale e mantenuto uno stile moderno e contemporaneo. Queste opere tradizionali sono contenitori che preservano il momento presente e lo trasportano nel futuro”.

Accanto al nero c’è lo splendore del bianco che viene esaltato dai tradizionali “vasi luna” coreani o nel candore di teli in seta che hanno mantenuto la loro autentica essenza. C’è un minimalismo rivelatore nei movimenti delle tradizionali porte scorrevoli. C’è potenza negli oggetti in ottone che catturano in sé cascate di luci. C’è un raggio di luce nell’armonioso ondeggiare dei bambù intrecciati più e più volte. C’è candore nelle sete che hanno mantenuto la loro autentica essenza. C’è il lusso nei manufatti in madreperla e nelle mobili tradizionali in legno dipinto, dove lo splendore di colori si mescola e fonde. C’è una “tenerezza” senza fronzoli nei muretti di pietra. C’è un decoro essenziale negli oggetti in metalli e nei copricapi tradizionali.

E il colore del futuro nel design?  Per Noroo, quello che cambia con i ritmi della natura. Per il 2020 il colore fluido delle maree

Noroo, azienda coreana che anticipa le tendenze colore nel design, nell’arte e nella cultura, presenta Tides – Maree, mostra interattiva in collaborazione con gli artisti Kwangho Lee e Wang & Söderström

Non un colore definito, ma uno fluido che cambia con i ritmi della natura, come i movimenti di Sole, Luna e Terra che producono le maree. Questa la tendenza del colore nel design presentata per la prima volta in Italia da Noroo, azienda coreana leader nel settore delle vernici, che ogni anno con il Noroo International Color Trend Show – seminario dedicato al Colore e Design che coinvolge esperti di fama mondiale in vari settori come l’architettura, e il design, tra cui l’architetto Mario Bellini, per fornire soluzioni creative – delinea il futuro del colore nel design, nell’arte e nella cultura.

“Siamo abituati – commenta l’azienda – ad avere ogni anno un colore ben definito e saturo che detta la tendenza; in realtà oggi nel design è più giusto parlare di un colore che viene “creato” dalla natura e dall’ambiente circostante: è un colore “fluido” che si adatta e viene modificato dall’ambiente”.

Il colore del futuro è interpretato artisticamente dalla mostra Tides – Maree, nel distretto Ventura Centrale che trae ispirazione dalle stratificazioni del tempo, pulsazioni e sincronie dell’universo, che l’uomo non è più in grado di sentire o percepire chiaramente. Un’interazione fra colore e natura che si manifesta in percezioni sensoriali in sinergico contatto con l’ambiente che ci circonda.

Parte di questo cosmo interconnesso è la complessa danza della gravità fra Luna, Terra e Sole, che qui produce sulla Terra le Maree. Durante la bassa marea, l’acqua si ritira rivelando un misterioso paesaggio solitamente nascosto, con pozze riflettenti e sagome curiose. Un’esperienza da cogliere al volo, in cui tempo, colore e luce diventano fluidi, come l’oceano.

Due gli artisti protagonisti dell’installazione Tides – Maree: il coreano Kwangho Lee e lo studio danese Wang & Söderström.

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