Giulia Molino: “M’Annammor ‘E Me – Vol. 1”
La cantautrice napoletana torna con un brano intenso e viscerale che celebra le radici, la rinascita e la libertà di essere sé stessa.
Il 15 novembre è uscito su tutte le piattaforme digitali M’Annammor ‘E Me – Vol. 1, il nuovo singolo di Giulia Molino, cantautrice
e rapper napoletana classe ’98. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale, è un racconto intimo di consapevolezza e rinascita.
M’Annammor ‘E Me – Vol. 1 nasce da una presa di coscienza profonda: imparare ad amare davvero, partendo da sé stessi. Tra fragilità, coraggio e autenticità, Giulia racconta il momento in cui smetti di cercare l’amore fuori e inizi a trovarlo dentro.
Cantato in napoletano, il brano celebra le radici e il potere di un linguaggio viscerale, poetico e universale. Il tutto si intreccia con un messaggio di empowerment femminile, un invito a trasformare le ferite in forza e libertà.
In occasione dell’uscita, Giulia si è esibita in un live esclusivo il 14 novembre presso la boutique Juicy Couture a Scalo Milano Outlet & More, partner ufficiale del progetto.
In questa occasione, noi di KULT, abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere con Giulia, fra un sorriso e qualche battuta.
“M’Annammor ‘E Me – Vol. 1” nasce da una presa di coscienza forte: qual è stato il momento preciso in cui hai capito che dovevi imparare ad amare prima te stessa?
«Ho capito di dover cominciare ad amare me stessa quando mi sono ritrovata in più di una relazione in cui mi concentravo solo sul benessere dell’altro, mettendomi da parte. Dopo l’ennesima caduta ho capito che era il momento di innamorarmi di me, prima di chiunque altro.»
Ami dire che questo pezzo è una rinascita: cosa lasci alle spalle e cosa porti con te in questa nuova fase artistica?
«Resterò un’eterna romantica, questo è poco ma sicuro. Non è un cambiamento radicale: resto una persona che si dona, ma adesso alla persona giusta.»
La canzone è in napoletano: pensi che cantare nella tua lingua ti permetta di trasmettere meglio le tue emozioni?
«La lingua napoletana è la cifra più importante della mia musica. Solo in napoletano riesco a essere completamente me stessa. Ci sono concetti che non si possono tradurre: vivono solo lì.»
Per la tua carriera, cosa ti porti da Napoli?
«Da Napoli porto l’empatia delle persone, quella capacità di cavarsela sempre. È qualcosa che sento dentro, che mi accompagna ovunque.»
Nella vita reale, quando capisci che stai per fare una scelta sbagliata… chi ti salva: la Giulia razionale o quella scugnizza?
«Non so se esista davvero una parte razionale in me! Sono fatta al 90% di impulsività. Vivo così: faccio sempre ciò che mi rende felice. Scugnizza tutta la vita.»
Juicy Couture parla di libertà e indipendenza: quali sono i capi o i mood che ti rappresentano di più?
«Amo Juicy perché unisce casual e glamour, un equilibrio che mi rispecchia. Nella vita di tutti i giorni amo la lentezza, la comodità… ma allo stesso tempo adoro stare al centro dell’attenzione.»
Qual è la cosa più “KULT” che hai fatto quest’anno?
«Come diciamo a Napoli, ho “lasciato la via vecchia per la nuova”. A volte bisogna tagliare con ciò che ci appesantisce, anche senza sapere cosa ci aspetta.»
