New Balance Run House alle Corsie Sistine
Durante la Maratona di Roma 2026, noi di KULT Magazine abbiamo avuto la possibilità di vivere le Corsie Sistine, dove la Run House di New Balance ha preso forma per tutto il weekend di gara, trasformando un contesto storico in un luogo reso vivo dalle persone che lo attraversavano e dalle diverse attività.
È uno di quei posti in cui entri e capisci subito che non è uno spazio qualsiasi, anche senza conoscerne fino in fondo la storia.
Le Corsie Sistine fanno parte dell’antico Ospedale di Santo Spirito e, dal 1478, sono state per secoli un luogo di cura, pensato per accogliere le persone e accompagnarle tra riposo e recupero, e con New Balance quella sensazione è tornata presente in modo naturale.
L’ambiente accoglieva chi entrava in un flusso libero e armonioso tra le diverse attività ed esperienze offerte, organizzate insieme alla community di Souplesse, che ha contribuito a dare ritmo e continuità alle giornate. Abbiamo iniziato la giornata
con una sessione di breathwork, seguita da una run cittadina e, una volta rientrati, siamo passati ai momenti di recupero tra trattamenti, stretching e pause. Durante la giornata, New Balance ha organizzato anche workshop e momenti di customizzazione dei capi, inserendoli nel ritmo continuo della Run House.
Dentro le Corsie Sistine conviveva tutto: chi si fermava per un trattamento, chi parlava,

chi restava seduto, senza una separazione netta tra le attività. Con il passare delle ore l’atmosfera cambiava, perché quello che al mattino era un ambiente pensato per il relax diventava via via più pieno, fino alla sera, quando lo spazio si affollava, iniziava il DJ set, accompagnato da cocktail e cibo, e la Run House diventava un luogo dove fermarsi e restare.
Eppure, anche in questa nuova versione, non sembrava qualcosa di completamente diverso da quello per cui questo luogo è nato.
Le Corsie Sistine sono state per secoli uno spazio di cura e, anche se oggi non si parla più di medicina, tra movimento, recupero, musica e tempo passato insieme, quello che succedeva non era poi così lontano da una forma di cura del corpo, ma anche dell’anima.
