Ruggero: il nuovo capitolo della sua musica italiana
Da Sentimenti a Fashion Week, Ruggero continua a costruire la sua identità artistica in lingua italiana, attraversando emozioni intime e immaginari contemporanei.
Ruggero prosegue il suo percorso nella musica italiana con una nuova fase artistica che mette al centro il racconto emotivo e l’immaginario visivo.
Dopo l’esordio in italiano con Notti italiane, l’artista ha pubblicato Sentimenti, un brano mali
nconico che racconta le emozioni contrastanti che seguono la fine di una
relazione. Un momento sospeso, in cui il desiderio di ricominciare si sco
ntra con la consapevolezza di aver già fatto tutto il possibile per salvare un rapporto.
Sentimenti è scritto da Ruggero insieme al fratello Leonardo Lemas e al cantautore Mameli, con la produzione di Luigi Bordi. Una canzone dalle sonorità leggere ma dense di significato, che mette in luce il lato più introspettivo dell’artista e segna un passaggio importante nel suo ritorno al mercato discografico italiano, dopo una carriera costruita prevalentemente in America Latina.
Questo percorso trova una nuova declinazione con Fashion Week, disponibile da giovedì 15 gennaio alle ore 22:00, in concomitanza con l’inizio della Milano Fashion Week. Il singolo lega in modo diretto il mondo della musica a quello della moda, trasformando Milano nello scenario di un sogno notturno fatto di luci, glamour e desiderio di evasione. Il ritornello “Vieni via con me, scappiamo per una notte” racchiude il cuore emotivo del brano: la voglia di fuggire dalla quotidianità e vivere un momento sospeso nel tempo.
Anche Fashion Week nasce dalla collaborazione con il fratello Leonardo Lemas, insieme a Lorenzo Vizzini e ancora una volta Luigi Bordi alla produzione. Il risultato è un brano dal ritmo deciso e costante, pensato per accompagnare l’ascoltatore dall’inizio alla fine, rafforzando il dialogo tra musica e immaginario fashion

in modo naturale e contemporaneo.
Artista poliedrico, Ruggero ha dimostrato nel tempo di sapersi muovere con disinvoltura tra musica e recitazione. Dopo il successo internazionale con le serie Disney Violetta e Soy Luna, ha preso parte alla serie Netflix Cien años de soledad, premiata con il Latin Grammy per il Best Music For Visual Media, dove è l’unico attore a cantare. Esperienze diverse che oggi confluiscono in una visione artistica più matura e personale.
In occasione dell’uscita di Sentimenti, noi di KULT Magazine abbiamo avuto l’occasione di intervistare Ruggero, parlando con lui di ritorni, scelte coraggiose e del nuovo percorso che sta costruendo in Italia.
1. Arrivare in Italia dopo aver costruito un nome enorme in America Latina è una scelta coraggiosa. Cosa ti ha spinto a “ricominciare” qui? E che cosa speri di costruire nel pubblico italiano?
È stata sicuramente una scelta coraggiosa, perché avrei potuto tranquillamente restare in Argentina o in America Latina e continuare la mia carriera in spagnolo. Però quando senti qualcosa dentro, devi seguirlo. Dopo 13 anni vissuti in Argentina, avevo un forte desiderio di riconquistare il pubblico italiano ed entrare finalmente nel mercato italiano con la mia musica: era un passo che rimandavo da tanto, ma che sentivo diventato inevitabile.
Dopo tutte le esperienze che ho accumulato, oggi mi sento davvero pronto per vivere un percorso del genere e iniziare a farmi conoscere anche qui. Se non è accaduto prima, evidentemente non era il momento giusto. Adesso, invece, provo un orgoglio enorme e una felicità speciale all’idea di aver già pubblicato due canzoni in italiano. E poi, dettaglio non da poco, i miei genitori sono felicissimi…finalmente capiscono cosa canto!
Quello che spero di costruire con il pubblico italiano è un rapporto autentico, che possa davvero conoscermi per quello che sono. In Argentina, con le mie canzoni in spagnolo, ho costruito un mondo e una identità musicale che la gente ha imparato ad amare così com’è. Vorrei che qui accadesse la stessa cosa: che il pubblico italiano entri nel mio universo artistico e si riconosca in ciò che faccio. Sul palco porterò sempre musica che mi rappresenta davvero, e spero che questo arrivi e permetta alle persone di conoscermi nel modo più sincero possibile.
2. Hai scritto il pezzo con tuo fratello Leonardo e con Mameli: com’è stato creare un brano così emotivo in una dimensione così “di famiglia”? C’è stato un momento in studio che ti ha particolarmente segnato?
È stato davvero emozionante poter scrivere questa seconda canzone, così come la prima, insieme a mio fratello Leonardo, e con l’aggiunta del talento di Mameli, che considero un grandissimo cantautore italiano. Lavorare con loro è stato naturale e bello: ci siamo ritrovati in studio durante le prime sessioni dedicate alla creazione delle mie nuove canzoni in italiano, e fin da subito ho sentito che questo brano aveva un ritornello che ti resta in testa in modo incredibile. Le prime persone che lo hanno ascoltato mi hanno dato feedback molto positivi, e questo ci ha dato subito una forte energia.
Allo stesso tempo, però, sentivo che il testo non era ancora al 100%, soprattutto nella seconda strofa dopo il primo ritornello. Per questo, nelle settimane precedenti all’uscita di Sentimenti, io e mio fratello siamo tornati sul brano per rifinirlo e portarlo alla sua versione ideale. Volevamo che avesse una coerenza naturale anche con Notti Italiane, non solo a livello emotivo ma anche nel vocabolario e nell’immaginario che stiamo costruendo.
È stato un momento complicato, perché non è mai facile rimettere mano a una canzone dopo mesi in cui l’hai interiorizzata in un certo modo. Però sono felicissimo del risultato finale e del fatto di aver scritto questo pezzo insieme a mio fratello, con cui stiamo portando avanti l’intero progetto a 360°. E sono profondamente grato anche a Mameli, che ha dato un contributo fondamentale al brano.
3. Nel brano parli di un equilibrio fragile tra il voler tornare indietro e il voler andare avanti. Tu, come persona, da che parte tendi a cadere? Sei più da second chance o da porte chiuse?
Dipende. Nella mia vita sono stato entrambe le cose: a volte da “seconda chance”, altre da “porte chiuse”. Se una relazione mi importa davvero e sento che c’è ancora qualcosa da costruire, e magari c’è stato solo un ostacolo o un errore da superare, allora credo profondamente nelle seconde possibilità. L’amore vero permette di sbagliare, perché nessuno di noi è perfetto, e chiudere una porta troppo in fretta può voler dire perdere qualcosa di prezioso.
Allo stesso tempo, però, se mi accorgo che qualcosa non funziona e ci ho provato più volte, so anche chiudere quella porta al 100% e andare avanti. E quando la chiudo, la chiudo davvero. In quei casi, riesco anche a ripartire subito, perché so che è arrivato il momento di voltare pagina.
4. Passare dal mondo Disney, ai tour globali, ai set Netflix fino a un nuovo debutto in Italia è un viaggio che pochi possono raccontare. Qual è la lezione più importante che ti porti dietro da ognuno di questi mondi?
Nella mia carriera ho vissuto davvero tantissime esperienze: dalle serie Disney ai tour globali, fino ai set Netflix. È stato un viaggio pieno di emozioni diverse, ma tra un progetto e l’altro ho capito che questa è una carriera fatta di alti e bassi continui. Per questo, negli anni, ho imparato che rimanere legato alle proprie radici, ricordarsi sempre da dove si viene e dare priorità alla vita personale prima che a quella artistica rende tutto più semplice. Ti aiuta a vivere anche i momenti più tranquilli con serenità, senza ansia.
È naturale voler crescere, voler sempre qualcosa in più — fa parte del nostro lavoro — però io credo davvero nel “chi va piano, va sano e va lontano”. Se lavoro da più di 16 anni senza mai fermarmi è proprio perché mi sono sempre dato obiettivi realistici, vicini, raggiungibili. Una volta superato un traguardo, passo allo scalino successivo. Questo mi ha permesso di non bruciarmi e di continuare a costruire passo dopo passo.
In una carriera così, che è davvero una montagna russa emotiva, la cosa più importante per me è avere accanto persone che mi vogliono bene per quello che sono, Ruggero persona, e non solo Ruggero artista. Mi sento molto fortunato per questo. Il mio consiglio — e il mio modo di vivere — è proprio questo: circondarsi di persone che desiderano il meglio per te, che ti aiutano a crescere come individuo, e di conseguenza anche come artista.
5. In “Cien años de soledad” sei l’unico attore a cantare, e la serie ha appena vinto un Latin Grammy. Come si incastra questa esperienza nel tuo percorso musicale? Ti ha aperto nuove visioni artistiche?
L’avventura di Cent’anni di solitudine è stata qualcosa di davvero grandioso, un progetto di una magnitudine difficile da spiegare a parole. Quello che ho visto e vissuto con i miei occhi rimarrà con me per sempre. Sono stato felicissimo di interpretare Pietro Crespi, un personaggio italiano come me e, soprattutto, profondamente legato alla musica. È proprio grazie a questo suo lato musicale che Pietro e la sua pianola hanno avuto l’opportunità di cantare.
Anche se la canzone appare in un momento tragico della storia del personaggio, è stata comunque una scelta cercata da me. Fin dall’inizio sapevo che Pietro avrebbe dovuto cantare una serenata ad Amaranta, ma il giorno prima della registrazione mi dissero che avrei dovuto fare playback su una voce registrata da qualcun altro. Ho subito risposto: “Ragazzi, io so cantare, perché non la canto io questa serenata?”.
Per questioni di tempo mi dissero che non era possibile, ma io ho insistito: ho registrato un playback casalingo con il mio cellulare e il computer, gliel’ho mandato e… così mi sono guadagnato il diritto di cantare davvero sul set. Più avanti, in post produzione, ho registrato nuovamente la parte in modo professionale, ma sento che quella scena è mia proprio perché me la sono conquistata.
Se non avessi insistito, avrei usato la voce di qualcun altro. Invece così ho potuto donare al personaggio un’emozione autentica. Interpretare quel momento con la mia voce è stato infinitamente più significativo e ha arricchito anche il mio percorso musicale, ricordandomi quanto la musica e la recitazione possano incontrarsi in modi sorprendenti.
6. Se dovessi descrivere “Sentimenti” con un’immagine, quale sarebbe?
Se dovessi descrivere Sentimenti con un’immagine, mi verrebbe subito in mente Cupido che lancia frecce nel mondo. A volte colpisce il bersaglio giusto, altre volte la freccia prende direzioni inaspettate. È un’immagine che rappresenta bene l’incertezza emotiva di cui parla la canzone: quel momento sospeso in cui ti chiedi se stai facendo la scelta giusta o quella sbagliata, se devi andare avanti o tornare indietro. Sentimenti vive esattamente lì, in quel dubbio, in quel battito di cuore che non sa bene cosa fare.
