Il Tre “Anima Nera”: l’ombra che accende la luce

Milano, 27 ottobre
Negli spazi di Warner Music, trasformati per l’occasione in un set country tra balle di fieno, cappelli da cowboy e tappeti muccati, Il Tre (nome d’arte di Guido Luigi Senia) ha presentato in anteprima il suo nuovo album “Anima Nera”, in uscita il 7 novembre 2025.
Il Tre arriva sorridendo e si siede davanti alle persone lì per lui. Fra fan e giornalisti l’atmosfera è intima e accogliente.
Si inizia con l’ascolto di alcune delle tracce dell’album: la prima è “NOVEUNOUNO”. Fra un brano e l’altro, Il Tre ride, scherza e risponde con spontaneità alle domande dei presenti, creando un clima leggero e complice.
Ascoltando la canzone “Anima Nera” sorge spontanea la domanda sul perché la scelta del nome dell’album sia caduta proprio su quella traccia.
«Ho scelto Anima Nera come titolo perché racchiude il senso di tutto quello che volevo dire: anche dentro un’anima pura può esistere un angolo oscuro, e non per forza deve essere illuminato. Io, per primo, ho imparato ad accettarlo. E spero che chi ascolta possa fare lo stesso».
Proseguendo con l’ascolto, emerge un sound decisamente più luminoso e positivo rispetto ai lavori precedenti, un cambiamento che l’artista stesso conferma:
«Rispetto al disco passato c’è più felicità… ci voleva poco!» dice ridendo. «Resta la malinconia, perché sono fatto così, ma oggi mi guardo intorno e mi rendo conto che sto bene. Ho raggiunto dei traguardi, e ho scritto la mia verità. E la verità, ora, è che sono felice».
Nel nuovo album si respira un’aria di casa, ma anche un accento country. Il Tre racconta di essersi lasciato ispirare dalle sue radici e dalle influenze musicali internazionali, con videoclip girati in Texas, che fondono vibrazioni country e sfumature romane.
«Non ho mai voluto spostarmi dalla mia città: stare a casa mi tiene con i piedi per terra. E sono felice se chi ascolta percepisce quell’aria familiare».
Terminate le domande, l’atmosfera si scioglie completamente: parte un karaoke improvvisato, con Il Tre circondato dai fan che cantano con lui alcune delle sue canzoni più amate, tra cui “Te lo prometto”.
Prima di salutarlo, gli abbiamo fatto qualche domanda per capire meglio cosa si nasconde dietro la scrittura di “Anima Nera”.
Hai trasformato fragilità e vulnerabilità in musica: è stato per te terapeutico scrivere quest’album?
«Io ho la fortuna di riuscire a trasformare un momento triste o malinconico in musica. Anche in una situazione disastrosa riesco a viverla in modo più sereno, perché penso: “ok, da questo posso tirarci fuori un nuovo disco”. È la mia valvola di sfogo: mi aiuta a canalizzare delusione e rabbia, magari anche verso me stesso, in musica. E così è stato anche per questo disco.»
C’è stata per te una canzone particolarmente complessa da scrivere?
«Non complessa, ma sicuramente molto personale è Francesca. Anche se non parla direttamente di me, mi fa guardare allo specchio e mi fa dire che sono stato tremendamente sincero, non solo con me stesso, ma anche con chi mi ascolta.»
Credi che il sound allegro possa essere in contrasto con la malinconia dei testi?
«C’è questo dualismo fra testi malinconici e un sound più allegro: traspare quella che io chiamo malinconia felice, quella nostalgia che però è presa bene.»
